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	<title>andreaferratoprogetti &#124;&#124; metabox</title>
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		<title>Costruire i luoghi dove respirare le cose che cambiano</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:01:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le cose attorno a noi stanno cambiando anche se lo si nota a fatica perché è tanta l&#8217;abitudine a pensare le cose sempre alla stessa maniera. Poi c&#8217;è tanto interesse a mantenere le cose come sono o a far sembrare che queste non cambino e che l&#8217;attuale sia il modo migliore. Ma come una goccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/thehumannetwork/costruire-i-luoghi-dove-respirare-le-cose-che-cambiano/attachment/immthn14/" rel="attachment wp-att-1632"><img class="alignnone size-full wp-image-1632" title="IMMthn14" src="http://www.andreaferratoprogetti.it/wp-content/uploads/2012/05/IMMthn14.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a>Le cose attorno a noi stanno cambiando anche se lo si nota a fatica perché è tanta l&#8217;abitudine a pensare le cose sempre alla stessa maniera. Poi c&#8217;è tanto interesse a mantenere le cose come sono o a far sembrare che queste non cambino e che l&#8217;attuale sia il modo migliore.<br />
Ma come una goccia che riempie una vaso le cose stanno cambiando partendo dal piccolo, dal locale, da modesti insiemi di persone che si riconoscono e condividono la funzionalità ed il piacere della collaborazione.</p>
<p>La rete ci ha fatto riscoprire come tante potenzialità unite per uno scopo specifico riescano a produrre grandi risultati, contribuendo con le proprie specificità.<br />
Le tecnologie hanno iniziato a renderci più semplici questi collegamenti.<br />
Le città che viviamo iniziano a trasformarsi sulla base delle informazioni che riusciamo a condividere nell&#8217;ottica di modellare i servizi sulle reali necessità di coloro che le abitano.</p>
<p>Adesso servono luoghi in cui tutto ciò possa essere diffuso e amplificato. Online di posti ce ne sono fino a perdersi, fino ad essere sommersi da un <a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/sopravvivere-alle-informazioni-su-internet/" target="_blank">sovraccarico informativo</a>.<br />
Servono dei luoghi fisici dove fare esperienza e ascoltare come le cose stanno e possono cambiare.</p>
<p>Appesantiti da vent&#8217;anni di elogio del nulla siamo assuefatti al termine &#8220;intrattenimento&#8221;.<br />
Cose sufficientemente gradevoli, meglio se plasmate su standard che generalmente non ci appartengono; cose di superficie che non si fanno scoprire, quinte patinate che coprono il vuoto.<br />
Ora servono posti dove sperimentare la condivisione che abbiamo potuto assaporare on line, ambienti dove respirare energie creative, dove scambiare esperienze.</p>
<p>La differenza netta tra i locali italiani e quelli di città come Berlino o Amsterdam è che da noi la discriminante è il tipo di cibo e il prezzo; certo cose importanti ma quando esci ti sei generalmente solo saziato il fisico.<br />
Portare nella quotidianità di un luogo conviviale l&#8217;energia di nuove idee, la conoscenza degli strumenti per diventare artefici di nuove esperienze, il contatto con le realtà che già si muovono negli spazi dell&#8217;innovazione delle relazioni.</p>
<p>C&#8217;è molto da fare, a tutti i livelli.<br />
Se non si porta l&#8217;innovazione anche tra le persone che non seguono i guru, e assiduamente la rete, sarà sempre difficile che questa si diffonda e venga seguita dalla maggioranza delle persone.</p>
<p><strong>Andrea Ferrato</strong><br />
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		<title>Ieri è esperienza, domani è speranza</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 14:20:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno in macchina un mio amico mi ha chiesto: &#8220;Se dovessi dividere tutte le canzoni in due gruppi, in quali gruppi le divideresti?&#8221; Domanda impegnativa, sia chiaro. Alla fine ho risposto: canzoni che parlano di amori finiti e canzoni che parlano di amori attuali o, meglio ancora, futuri. L&#8217;anno domini esistenziale per ognuno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/ieri-e-esperienza-domani-e-speranza/attachment/immsounds16/" rel="attachment wp-att-1609"><img class="alignnone size-full wp-image-1609" title="IMMsounds16" src="http://www.andreaferratoprogetti.it/wp-content/uploads/2012/05/IMMsounds16.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a>L&#8217;altro giorno in macchina un mio amico mi ha chiesto: &#8220;Se dovessi dividere tutte le canzoni in due gruppi, in quali gruppi le divideresti?&#8221;<br />
Domanda impegnativa, sia chiaro.<br />
Alla fine ho risposto: canzoni che parlano di amori finiti e canzoni che parlano di amori attuali o, meglio ancora, futuri.<br />
L&#8217;anno domini esistenziale per ognuno di noi è la fine dell&#8217;amore. C&#8217;è un prima e per i più speranzosi, o illusi, un dopo.</p>
<p>Insomma i due gruppi dove la maggior parte delle canzoni si potrebbero collocare sono la resa, da una parte, e la speranza, dall&#8217;altra.<br />
Ci sono canzoni che si concentrano sul valore della perdita e altre che invece invocano un superamento della crisi, a favore del proprio benessere.<br />
Certo c&#8217;è anche la variabile in cui si invoca ogni forma di violenza fisica nei confronti della ex, ma lasciamo da parte il rap da questa discussione.</p>
<p>Tra le canzoni più rappresentative mi viene subito in mente &#8220;Nothing Compares 2U&#8221;, il brano di Prince cantato da <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=iUiTQvT0W_0" target="_blank">Sinead O&#8217;Connor</a> .<br />
E&#8217; decisamente la canzone manifesto già a partire dal titolo: &#8220;Nulla può essere paragonato a te&#8221;, che chiarisce subito il concetto &#8220;o-con-te-o-con-nessun-altro&#8221;. La prima strofa ci racconta subito dell&#8217;ossessione nei confronti dell&#8217;amato: &#8220;sono quindici giorni e sette ore che hai portato via il tuo amore&#8221;, con un conteggio maniacale e, visto dal di fuori, anche poco rilevante ai fini della canzone. E gli ingredienti per quel tipo di triste serenata ci sono tutti, compreso il sempre verde: &#8220;Nulla può fermare la caduta di queste lacrime. Dimmi, baby, dove ho sbagliato?&#8221;. Eh si, perché in questo tipo di canzone non può mancare una vera e propria analisi di quelle che sono state le cause che hanno portato alla fine. Spesso tendendo ad attribuirsi delle colpe, imputando a propri comportamenti la fine della relazione.  Certo Sinead si è meritata il posto di rappresentanza della categoria anche per il suo esempio di vita vissuta. Certificato da più medaglie al valore.</p>
<p>Ovviamente la categoria degli amore impossibili, vede la sua apoteosi con le canzone che raccontano della fine tragica dell&#8217;amore con il triste epilogo del suicidio.</p>
<p>Poco importa se sia un suicidio di coppia, come in &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=qX_c_ms28Qw" target="_blank">Albergo a ore</a>&#8220;, oppure che si tratti di un definitivo e macabro atto d&#8217;amore, come in &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=hEsMZfYGqIM" target="_blank">La ballata dell&#8217;amore cieco</a>&#8221; di Fabrizio De Andrè.</p>
<p>La cosa fondamentale di queste canzoni è la personalizzazione del dolore. Si sta male per quella persona e non c&#8217;è via di fuga da questo dolore totalizzante. Non c&#8217;è alternativa.</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=fIQtV3fZXiA" target="_blank">La guerra è finita, per sempre è finita, almeno per me</a>&#8220;, per dirla al modo dei Baustelle.</p>
<p>Per mio gusto ho sempre trovato più coinvolgenti le canzoni dedicate alla suprema fine di un amore, piuttosto di quelle che cantano l&#8217;esaltazione della felicità della coppia e dell&#8217;unicità della cosa, arrivando a definirsi &#8220;Il più grande spettacolo dopo il Big Bang&#8221;. Insomma, si tratta sempre di esagerare i sentimenti, se non proprio di sopravalutarli. Trovo le canzoni d&#8217;amore banali e ripetitive come i film porno. Escluso quello con Cicciolina e il cavallo, sia chiaro.</p>
<p>Più che le canzoni che celebrano l&#8217;innamoramento, preferisco quelle che evocano la speranza di trovarlo un nuovo amore, di salire in quel bus n° 7 per il paradiso, come canta <a href="http://www.youtube.com/watch?v=h46gOBZhPfk" target="_blank">Jens Lekman</a>.</p>
<p>Jens sa che il prossimo amore sarà quello giusto. E lo sa proprio a partire dai suoi precedenti errori: &#8220;il tram n° 1 è pieno di divertimento, il tram n° 2 è uno scioglilingua, il tram n° 3 ha la miseria, il tram n° 4 viene a bussare alla tua porta, il tram n° 5 mi sorprende che mi abbia lasciato vivo, il tram n°6 io lo aspetto immobile ma è il tram n° 7 che ti porta in paradiso.&#8221;</p>
<p>Che è solo un modo più poetico per esprimere il concetto della Carrà: &#8220;E se ti lascia lo sai che si fà? Trovi un altro più bello, che problemi non ha&#8221;.</p>
<p>Mi piace molto l&#8217;idea della speranza e dell&#8217;attesa di un amore guaritore. Mi piace questa tensione che deriva dal fatto che c&#8217;è spesso più angoscia nell&#8217;aspettare un piacere che nel subire una pena. &#8220;Amore è una piccola parola, una cosa part-time, un anello di carta. Aspetto una ragazza che mi amerà, giusto o sbagliato, debole o forte. E finché non troverò una ragazza; resterò sarò ciò che sono: un uomo solitario.&#8221;, così canta Neil Diamond in &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=9MyYJdN5MGE&amp;feature=player_embedded" target="_blank">Solitary Man</a>&#8220;.</p>
<p>Ed è proprio la speranza o la sua totale mancanza a dividere i due gruppi di canzoni. &#8220;Quando nasce un amore non è mai troppo tardi&#8221; cantava la Oxa, &#8220;Innamorarsi va bene, ma, passata la festa, cosa resta, un male qui, un vuoto in testa. Io, no, non m&#8217;innamoro più&#8221; le risponde la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=laKXg9pCUmE" target="_blank">Vanoni</a>.</p>
<p>E forse bisogna dare ragione a Francis Bacon che sentenziava: &#8220;La speranza è buona come prima colazione, ma è pessima a cena&#8221;.</p>
<p><strong>La canzone che mi piace ora<br />
</strong>Unòrsominòre &#8211; Storia dell&#8217;uomo che volò nello spazio dal suo appartamento<strong><br />
</strong>&#8220;Quaggiù sembra normale vivere per lavorare, continuare per sopravvivere, quaggiù sembra normale ma è tutto artificiale&#8221;, e allora chiediamo asilo politico su Marte.</p>
<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/ieri-e-esperienza-domani-e-speranza/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong>Il video che mi piace ora<br />
</strong>Feist &#8211; Bittersweet Melodies<strong><br />
</strong>La canzone è la più bella tratta dall&#8217;album &#8220;Metals&#8221; dell&#8217;anno scorso. Il video è un montaggio di foto di Irina Werning che ritrae adulti nelle stesse pose delle foto scattate da bambini.</p>
<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/ieri-e-esperienza-domani-e-speranza/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong>La cover che mi piace ora<br />
</strong>Emeli Sandè &#8211; Country House (Blur cover)<strong><br />
</strong>Mentre sul futuro dei Blur a giudicare dalle ultime interviste c&#8217;è ben poco da sperare, cominciamo a farci bastare le cover ben riuscite come questa.</p>
<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/ieri-e-esperienza-domani-e-speranza/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong>Matteo Lion</strong><br />
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		<title>Guerrilla gardening</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 10:57:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Guerrilla gardening - Rita Meneghin]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.andreaferratoprogetti.it/wp-content/gallery/ordinarydays/immod16.jpg" alt="Guerrilla gardening" width="614" height="461" /></p>
<p><strong>Guerrilla gardening - Rita Meneghin</strong><br />
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		<title>Il tempo è un bastardo &#8211; Jennifer Egan</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 14:20:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Alberto Guizzardi]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
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		<category><![CDATA[Jennifer Egan]]></category>
		<category><![CDATA[Marcel Proust]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo libro ha tanti pregi ha tanti pregi. Innanzitutto è un romanzo ambizioso, che si prende i suoi rischi e osa, sia a livello linguistico sia di struttura. In 13 capitoli, in un continuo salto temporale dagli anni 70 al 2020, si raccontano le storie di Brian Salazar, discografico di successo e della sua assistente Sasha: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/stories/il-tempo-e-un-bastardo-jennifer-egan/attachment/immstories12/" rel="attachment wp-att-1578"><img class="alignnone size-full wp-image-1578" title="IMMstories12" src="http://www.andreaferratoprogetti.it/wp-content/uploads/2012/04/IMMstories12.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a>Questo libro ha tanti pregi ha tanti pregi.</p>
<p>Innanzitutto è un romanzo ambizioso, che si prende i suoi rischi e osa, sia a livello linguistico sia di struttura.<br />
In 13 capitoli, in un continuo salto temporale dagli anni 70 al 2020, si raccontano le storie di Brian Salazar, discografico di successo e della sua assistente Sasha: attorno a loro si muovono splendidi comprimari che intrecciano le loro vite come in puzzle.</p>
<p>E’ il tempo qui a farla da padrone, e mai come in questo romanzo si sente il bisogno di scomodare le Parche mitologiche che presiedono al destino dell’uomo, il filare il filo della vita, l’assegnazione ad ognuno di un destino e infine il taglio definitivo che termina la vita.<br />
Ogni capitolo ha una sua forma stilistica che lo differenzia dagli altri. Su tutti rimane impresso l&#8217;omaggio a D. F. Wallace con la ricostruzione di un tentato stupro scritta in forma di memoria con tutte le digressioni, le note, gli incisi, la mancanza di punteggiatura, care al &#8220;nostro&#8221;; oppure un intero capitolo raccontato in stile Power Point, o il finale nel quale si fa più evidente l’omaggio al maestro per eccellenza della narrazione del tempo e della memoria, Marcel Proust, in un’esplosione di memoria involontaria, come nelle ultime pagine del “Tempo Ritrovato”.</p>
<p>L’ineluttabilità del passare del tempo scandisce tutta l’opera; e risultano essere solo palliativi le droghe psichedeliche degli anni 70 o la massificazione e omologazione dettata dai social network e smart phone nel futuro (???) prossimo venturo.<br />
L’uomo è solo davanti ai fatti grandi o piccoli che lo circondano, e che scandiscono le fasi della vita, dalla nascita alla morte.<br />
Gli eventi passati, riemergono nei momenti meno attesi, come una virtuale “madeliene”che fa scatenare la memoria involontaria, a ricordarci che cosa siamo stati e saremo.</p>
<p><strong>Alberto Guizzardi</strong><br />
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		<title>We&#8217;re open!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 08:48:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[We&#8217;re open! &#8211; Rita Meneghin]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.andreaferratoprogetti.it/wp-content/gallery/ordinarydays/immod15.jpg" alt="We're open! - Rita Meneghin" width="614" height="461" /></strong></p>
<p><strong>We&#8217;re open! &#8211; Rita Meneghin</strong><br />
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		<title>Non si può fare di tutto il rock un fascio!</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 13:19:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ogni mese ha la sua festa. A dicembre c&#8217;è il Natale. A febbraio c&#8217;è San Valentino. In gennaio ci sono la befana e la festa della memoria. Questo mese, per quanto mi riguarda, la festa sarà il 21 aprile quando in tutto il mondo si celebrerà il Record Store Day, ovvero la festa dedicata alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/non-si-puo-fare-di-tutto-il-rock-un-fascio/attachment/immsounds15/" rel="attachment wp-att-1551"><img class="alignnone size-full wp-image-1551" title="IMMsounds15" src="http://www.andreaferratoprogetti.it/wp-content/uploads/2012/04/IMMsounds15.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a>Ogni mese ha la sua festa. A dicembre c&#8217;è il Natale. A febbraio c&#8217;è San Valentino. In gennaio ci sono la befana e la festa della memoria.</p>
<p>Questo mese, per quanto mi riguarda, la festa sarà il 21 aprile quando in tutto il mondo si celebrerà il <a href="http://www.recordstoreday.com/Home" target="_blank">Record Store Day</a>, ovvero la festa dedicata alla musica indipendente e ai negozi di dischi che ancora si sforzano di distribuirla.<br />
E come tutte le feste a cui si dedica una giornata l&#8217;anno, ci assale il sospetto che lo si faccia proprio per giustificare il disinteresse generale nel resto dei 364 giorni.<br />
E effettivamente la musica e i negozi di dischi, possono anche gonfiare i palloncini e preparare aperitivi, ma è innegabile che non se la passino bene.<br />
Lo stesso Iggy Pop, ambasciatore dell&#8217;edizione di quest&#8217;anno del Record Store Day, ha candidamente dichiarato: “Questo è un periodo dove gli artisti e la loro musica vengono manipolati per essere più acquistabili, è come quei drink a basso costo che trovi nei supermercati dove l’etichetta ti dice che contiene il 10% del succo”.<br />
Diversamente da Iggy Pop la pensa Oderso Rubini, personaggio storico del mondo musicale underground bolognese, che ha da poco pubblicato il libro &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=S1Lf87rJ5yM&amp;feature=player_embedded#!" target="_blank">50 anni di musica rock a Bologna</a>&#8220;. In un intervista a Repubblica sostiene: &#8220;È vero che ci sono tante cose brutte, ma girando tra club e festival s&#8217;incontra ancora molta creatività. Ci sono tanti che continuano a innovare; bisogna solo prendere coscienza della propria forza&#8221;.</p>
<p>Forse però stanno dicendo la stessa cosa.</p>
<p>Iggy Pop dice che è quindi il mercato, il tentativo di essere acquistati che porta all&#8217;impoverimento della merce. Tra l&#8217;altro sembra un ossimoro: per essere più vendibile, devo essere meno ricercato.<br />
E Rubini dice che la qualità va scovata, cercata, inseguita tra club e festival e non tra gli scaffali degli iper-mercati.<br />
Ecco perchè è importante celebrare certi tipi di negozi. Non quelli che vogliono vendere, ma quelli che ancora si sforzano di far conoscere cose nuove. James Joyce già nell&#8217;Ulisse, scriveva: &#8220;Ecco da cosa si vede il buon commerciante. Ti fa comprare quello che lui vuol vendere.&#8221;</p>
<p>E se tutte le grandi catene avessero nei decenni passati spinto la musica di Lucio Dalla anche solo la metà di quanto hanno fatto nelle settimane dopo la sua morte, forse mi ricrederei sul fatto che quello a cui mirano non siano esclusivamente i budget commerciali.<br />
Ed è inevitabile parlare di soldi e di economia quando si parla di musica indipendente.</p>
<p>La musica indipendente è una definizione che include un&#8217;ampia selezione di artisti, solitamente emergenti o rappresentativi di una cultura underground, il cui lavoro è autoprodotto oppure supportato da etichette discografiche minori, o da netlabel, non rapportabili, sia per aspetti economici sia culturali, alle cosiddette major.<br />
Gli artisti indie sono obbligati a fare promozione &#8220;fai da te&#8221;, e quindi raggiungere il proprio pubblico di riferimento non è facile come partecipare al festival di Sanremo, avere un video su MTV o andare a fare un ospitata al Superbowl.</p>
<p>Ecco perché è fondamentale che questa musica venga proposta e venduta in un circolo di negozi. E lo spirito della giornata di festa mondiale dovrebbe proprio essere quello di puntare maggiormente alla salvaguardia dei negozi di dischi, piccoli, propositivi e coagulanti.<br />
Ma gli indipendenti hanno sempre fatto paura a tutti. Sono meno gestibili. E il mercato, oltre a massificare i gusti del pubblico, usa la sua arma migliore per stanare questi piccoli negozi dove non si vende come si dovrebbe solo il nuovo cd di Madonna, ovvero il denaro. E la prima dimostrazione sta nell&#8217;enorme differenza fra le condizioni d&#8217;acquisto concesse agli ipermercati e ai negozi di dischi indipendenti.</p>
<p>Ed ecco che il 21 Aprile la musica sarà da riproporre come valore universale, come tentativo di superare l’assopimento della cultura.<br />
Certo va detto che rispetto agli USA dove praticamente un esercito di vere indie stars si è mosso per la festa, in Italia c&#8217;è davvero un generale disinteresse. Quasi una resa al fenomeno dei vendutissimi Amici di Maria.<br />
Comunque i negozi italiano coinvolti nel progetto, li potete trovare <a href="http://www.recordstoreday.com/Venues?country=Italy" target="_blank">qui</a>.<br />
Andiamoci, e magari compriamo qualcosa.</p>
<p>Iggy Pop ha detto anche: &#8220;I piccoli negozi indipendenti sono sempre stati un mix di teatro e laboratorio&#8221;, insomma vale la pena anche solo per vedere questi strani personaggi da vicino. Una volta ho letto una definizione perfetta: &#8220;Il negozio di dischi è tendenzialmente gestito da una singola persona che alla prima occhiata puoi identificare come qualcuno che nella vita non avrebbe potuto fare nient&#8217;altro.&#8221;</p>
<p>Per quanto mi riguarda sicuramente mi troverete a Bologna al mitico Disco D&#8217;Oro e da Semm Dischi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La canzone che mi piace ora</strong><br />
Sigur Ros &#8211; Ekki Mùkk<br />
A partire da martedì 29 maggio 2012 sarà disponibile Valtari il sesto album dei Sigur Rós che segue il precedente Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust del 2008.</p>
<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/non-si-puo-fare-di-tutto-il-rock-un-fascio/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong>Il video che mi piace ora</strong><br />
Regina Spektor &#8211; All the rowboats<br />
Uno dei testi più belli dell&#8217;anno a mio avviso, uno dei ritorni più attesi dell&#8217;anno, e adesso pure un video figo. E chi la ferma sta pazza?<br />
Inoltre Il 21 aprile, ricorrenza del Record Store Day, Regina pubblicherà un altro singolo, ad edizione limitata, con due sue cover di canzoni russe, &#8220;The prayer Of François Villon&#8221; (Molitva)&#8221; e &#8220;Old jacket&#8221; (Stariy Pedjak).</p>
<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/non-si-puo-fare-di-tutto-il-rock-un-fascio/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong>La cover che mi piace ora<br />
</strong>Bon Iver &#8211; Coming Down (Anais Mitchell cover)<br />
Ospite di un programma radiofonico australiano Justin Vernon ha eseguito la cover di &#8220;Coming Down&#8221; della cantante Anais Mitchell con cui aveva duettato nel album &#8220;Hadestown&#8221;.<br />
Inoltre Bon Iver, in occasione del Record Store Day, si è unito ai Flaming Lips e hanno composto la nuova canzone Ashes In The Air.</p>
<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/non-si-puo-fare-di-tutto-il-rock-un-fascio/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Matteo Lion</strong><br />
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		<title>Un popolo di imprenditori?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 13:20:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mondo del lavoro è uno degli esempi più eclatanti dell&#8217;efficacia della rete. Dall&#8217;uso più semplice come evoluzione della pagina degli annunci fino alla creazione di veri e propri network professionali, la rete è stata ed è, in questo periodo critico, un silenzioso propulsore di nuove possibilità. Se, a livello governativo, coloro che occupano gli spazi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/thehumannetwork/un-popolo-di-imprenditori/attachment/immthn13/" rel="attachment wp-att-1520"><img class="alignnone size-full wp-image-1520" title="IMMthn13" src="http://www.andreaferratoprogetti.it/wp-content/uploads/2012/03/IMMthn13.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a>Il mondo del lavoro è uno degli esempi più eclatanti dell&#8217;efficacia della rete.</p>
<p>Dall&#8217;uso più semplice come evoluzione della pagina degli annunci fino alla creazione di veri e propri <a href="http://www.linkedin.com" target="_blank">network professionali</a>, la rete è stata ed è, in questo periodo critico, un silenzioso propulsore di nuove possibilità.<br />
Se, a livello governativo, coloro che occupano gli spazi decisionali avessero una reale e giusta cultura della rete, la crisi del mondo del lavoro avrebbe avuto di sicuro un percorso meno devastante dell&#8217;attuale.</p>
<p>La rete ha contribuito alla crescita di progetti di micro imprenditorialità basati su solide idee carenti di risorse per la loro realizzazione.<br />
Virtuosi circuiti hanno dato la possibilità di far incontrare le idee con gli investitori, la <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/" target="_blank">grande imprenditoria</a> si è accorta che creare degli spazi dove far emergere l&#8217;innovazione è il modo migliore per garantirsi un futuro di crescita.</p>
<p>Oggi c&#8217;è una grande attenzione verso coloro in grado di costruire concretamente il nuovo, il termine <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Startup_company" target="_blank">startup</a> è ormai sulla bocca di molti ed ha anche iniziato a subire la classica italica mutazione ossia la presentazione di improbabili avventure professionali come startup (oltre alla mutazione linguistica tipo &#8220;startapparo&#8221;: colui che crea una start up).</p>
<p>Quindi la soluzione è semplice: non hai un lavoro? Diventa imprenditore! <img src='http://www.andreaferratoprogetti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Da un lato diventare imprenditori di se stessi ha una gran valore: comprendere appieno le proprie potenzialità, essere in grado di proporle, riuscire ad analizzare le proprie capacità nell&#8217;ottica di rimodellare la propria figura professionale per altri ambiti lavorativi.<br />
Dall&#8217;altro lato non è pensabile che chiunque possa diventare imprenditore e sono fondamentali invece quei ruoli operativi che contribuiscono in modo sostanziale al successo di un&#8217;impresa.</p>
<p>Quello di cui si parla poco è il re-design del mondo lavorativo nell&#8217;era della rete e alla luce della crisi dei modelli imprenditoriali che abbiamo conosciuto fino ad ora.<br />
La partita IVA non è la soluzione se attorno non si modella un ambiente lavoro che vada anche oltre la sola, eventuale, costruzione di garanzie.</p>
<p>La creazione di un sistema virtuoso che metta in circolo le professionalità progettando meccanismi che permettano una fluidità del mercato del lavoro intesa come un valore e non come una minaccia; la costruzione di modalità che creino un valore sociale per le figure professionali in uscita da un&#8217;attività lavorativa; l&#8217;ideazione di sistemi che colleghino una professionalità a più ambiti dove questa potrebbe essere utile anche se non in modo continuativo.</p>
<p>Dove sono gli &#8220;startappari&#8221; che progettano l&#8217;innovazione nel modo di lavorare?</p>
<p><strong>Andrea Ferrato</strong><br />
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		<title>Young Adult &#8211; Jason Reitman</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 09:13:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Young Adult è un termine usato nella letteratura americana per indicare i romanzi pensati per il pubblico dai 12 ai 18 anni. E sta decisamente a pennello alla protagonista di questa storia, che tanto cresciuta non è. Mavis Gary ha abbandonato il paese dell&#8217;estremo sud americano per andare a vivere una vita non vita a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/stories/young-adult-jason-reitman/attachment/immstories11/" rel="attachment wp-att-1503"><img class="alignnone size-full wp-image-1503" title="IMMstories11" src="http://www.andreaferratoprogetti.it/wp-content/uploads/2012/03/IMMstories11.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a>Young Adult è un termine usato nella letteratura americana per indicare i romanzi pensati per il pubblico dai 12 ai 18 anni.<br />
E sta decisamente a pennello alla protagonista di questa storia, che tanto cresciuta non è.<br />
Mavis Gary ha abbandonato il paese dell&#8217;estremo sud americano per andare a vivere una vita non vita a Minneapolis come ghost writer di questi romanzi per ragazzi.<br />
La mail della compagna del suo ex ragazzo del college che le annuncia la nascita del figlio le scatena l&#8217;insana idea di riconquistarsi l&#8217;amato primo amore.<br />
Il suo ritorno al paese natale porterà ad una serie di conseguenze via via sempre più disastrose.</p>
<p>L&#8217;accoppiata Reitman/Diablo Cody si riunisce a qualche anno dal successo di Juno, raccontando ancora il disgregarsi della provincia americana, qui sicuramente in maniera meno consolatoria.<br />
La protagonista, magistralmente interpretata da Charlize Theron, antipatica ex reginetta del ballo torna al paese con la spocchia del tutto è dovuto come ai vecchi tempi, ma solo lo sfigato degli anni del college capirà veramente che il suo ritorno è dovuto al bisogno primario di sentirsi non accettata.</p>
<p>Non sorprende che stavolta il successo non si sia ripetuto. Il film è meno diretto e &#8220;carino&#8221; e necessita costanza seguire questa antipatica nell&#8217;assurda ricerca di una felicità che solo lei pensa di trovare in quella maniera.<br />
Cerco di evitare di raccontare particolari della storia perchè va vissuta nel suo continuum, mi piace però ricordare il prefinale dove tutto precipita e il momento in cui Mavis decide di mettersi &#8220;a nudo&#8221;.</p>
<p>E nel bellissimo finale si lascerà scappare un&#8217;amara verità: &#8220;siamo diversi agli occhi degli altri, ma non possiamo adattarci ad un mondo che non è nostro&#8221;<br />
Sicuramente autoassolutorio ma necessario per chi come lei, come tanti… si sente perenne naufrago in questa strana vita.</p>
<p><strong>Alberto Guizzardi</strong><br />
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		<title>Agua</title>
		<link>http://www.andreaferratoprogetti.it/ordinarydays/agua/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=agua</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 08:28:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Agua &#8211; Rita Meneghin]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.andreaferratoprogetti.it/wp-content/gallery/ordinarydays/immod14.jpg" alt="Agua" width="614" height="461" /></p>
<p><strong>Agua &#8211; Rita Meneghin</strong><br />
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		<title>Le bugie, mai. La verità, non sempre.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 16:00:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[sounds]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/le-bugie-mai-la-verita-non-sempre/attachment/immsounds14/" rel="attachment wp-att-1467"><img class="alignnone size-full wp-image-1467" title="IMMsounds14" src="http://www.andreaferratoprogetti.it/wp-content/uploads/2012/03/IMMsounds14.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a>Carmen Consoli in una sua vecchia canzone cantava: &#8220;il pettegolezzo imburrato, infornato e mangiato; quale prelibatezza e meschina delizia per palati volgari larghe bocche d&#8217;amianto fetide come acque stagnanti&#8221;. E una bugia ripetuta tante volte rischia di diventare una brutta realtà.<br />
Inspiegabilmente negli ultimi mesi nella rete sono esplose e si sono moltiplicate delle vere e proprie bufale in ambito musicale. Tutto parte magari da una twitterata anonima e viene moltiplicato, artefatto, modificato, rilanciato da una parte all&#8217;altra del globo terrestre ad una velocità che lascia spiazzati artisti e case discografiche. E come diceva Jane Austen: &#8220;Fatti e opinioni che devono passare attraverso tante persone per essere mal interpretate dalla stoltezza dell&#8217;uno, e dall&#8217;ignoranza dell&#8217;altro, non possono presumibilmente presentare molta verità alla fine.&#8221;</p>
<p>Alcune &#8220;false-notizie&#8221; sfondano il muro dell&#8217;anonimato perchè partono da una mezza verità o da un bisogno di sentirsi dire proprio quella verità. E come sempre accade al genere umano, sono proprio le sue debolezze a fregarlo.</p>
<p>Consideriamo il fatto che il cantante indie più acclamato dell&#8217;anno, Bon Iver, non abbia mai fatto un concerto in Italia. Questo genera, in persone come me, un bisogno fisico di sapere che prima o poi potranno vedere a pochi metri una performance come quella della <a href="http://www.youtube.com/watch?v=A9Tp5fl18Ho" target="_blank">4AD session</a>.<br />
A questo punto è bastato che un blogger veneto pubblicasse una data &#8211; Ferrara, 10 luglio 2012 &#8211; per scatenare un polverone in rete.<br />
Credetemi: avrò ricevuto almeno 15 mail e 30 sms da amici che già avevano pianificato viaggio e soggiorno. Di fronte al moltiplicarsi senza controllo della notizia la smentita degli organizzatori del Festival apparsa sulla lora pagina Facebook appare un pò sproporzinata per tentare di ristabilire l&#8217;ordine delle cose. Ad ogni modo loro ci hanno provato con una frase di circostanza: &#8220;Qualsiasi voce relativa ad una data di Bon Iver a Ferrara Sotto Le Stelle il 10 luglio è priva di fondamento e quindi smentita. Preghiamo ora voi amici e frequentatori della pagina di non far correre questa voce falsa sui social network e forum della rete. Siamo in febbraio e il calendario è ancora lungamente in via di definizione, e solo le notizie pubblicate da questa pagina sono attendibili.&#8221;<br />
Fa quasi tenerezza leggere la richiesta di fermare la corsa della falsa notizia sulla rete.<br />
E&#8217; come andare dalla famiglia dei Corleonesi e insistere perchè invece di ammazzare qualche rivale, risolvano le loro questioni con una partita di burraco.<br />
Sarebbe fantastico e assolutamente condivisibile. Ma temo che la mia vita sarà troppo corta per vedere una scena come questa.</p>
<p>Si sa, su internet manca un autorità.<br />
E&#8217; il suo bello, ma dobbiamo impegnarci a non farlo diventare anche il suo limite. La partecipazione ha davvero fatto perdere di qualità? Non stiamo davvero rischiando di passare da cultura popolare a qualunquismo? Non si rischia così di creare convinzioni basate sul nulla?<br />
La risposta a queste domande può essere &#8220;no&#8221;, se ognuno fa la propria parte.<br />
A volte basterebbe scegliersi qualche sito di riferimento e fare più attenzione a cosa &#8220;ficchiamo&#8221; tra i nostri preferiti.</p>
<p>Possiamo ancora discutere in modo pacato dell&#8217;argomento finchè si tratta di una notizia falsa amplificata da un adolescente annoiato (o anche solo speranzoso, non voglio essere prevenuto).</p>
<p>Il tutto si fa più inquietante se le notizie false vengono generate e diffuse direttamente dagli (pseudo)artisti che cercano visibilità proprio da questo meccanismo perverso.</p>
<p>Poche settimane prima del festival di Sanremo, Emanuele Filiberto aveva scritto sul suo twitter: &#8220;Attenzione&#8230; andiamo a Sanremo&#8230; Morgan ha scritto un bellisimo pezzo&#8230;&#8221;.<br />
Dopo che orde di telespettatrici in menopausa avevano amplificato la notizia, la casa discografica di Morgan ha diramato un comunicato stampa ufficiale: &#8220;Nonostante quello che dice Emanuele Filiberto di Savoia, Morgan NON sarà al Festival di Sanremo. La notizia è smentita dalla Mescal.&#8221;<br />
Ma la voce del popolo a mio avviso rimarrà sorda a questa singola voce autorevole, coperta e da miglioni di cinguettii.</p>
<p>E non è che l&#8217;ultima di una serie di smentite che alla fine risultano anche simpatiche per il loro intento di riportare la discussione su un piano di verità.<br />
Anche la super premiata Adele era stata vittima della maldicenza del popolo della rete che aveva sentenziato che avesse un cancro alla gola.<br />
Il suo medico, il dottor Reena Gupta, si è preso cinque minuti di celebrità scrivendo sul suo blog: &#8220;Anche se fuma, ha soltanto 23 anni. Persino se avesse fumato due pacchetti al giorno da dieci anni è quasi impossibile sviluppare un tumore da fumo così giovani&#8221;.<br />
Dovrà davvero scamparci un suicidio celebre alla Mia Martini, per affrontare davvero la discussione sulle false notizie in rete?</p>
<p>E a proposito di morte, anche Bon Jovi era stato dato per defunto su Facebook.<br />
Il tutto era stato pure sceneggiato stile telefilm del tenete Colombo: Nick Rock, un fan accanito del cantante, lo avrebbe accoltellato dritto al cuore. Bon Jovi ha risposto con ironia sul suo twitter pubblicando una sua foto e commentando: &#8220;Il paradiso assomiglia molto al New Jersey&#8221;.</p>
<p>Alcune smentite sono poi talmente deboli che paradossalmente aumentano la forza dirompente della falsa notizia.<br />
Di fronte all&#8217;insistente pettegolezzo su Will Smith che avrebbe una relazione gay con il cantante Trey Songz, il socio della casa discografica del rapper ha scritto nel suo blog: &#8220;So che Trey e Will sono amici di lunga data, ma non so dire la natura della loro relazione; non sono affari miei&#8221;. Ecco, credo che questa affermazione non sia esattamente quel che si dice &#8220;acqua sul fuoco&#8221;.</p>
<p>Nel vecchio e ingessato mondo accademico è stata la rivista &#8220;Science&#8221; a rettificare la storia dei neutrini che NON sono più veloci della luce come si era detto in precedenza. In internet manca una voce autorevole come quella di &#8220;Science&#8221;. Ma sono altrettanto certo che nella rete ci siano piccole voci bianche, che si impegnano a dare le giuste informazioni e lo fanno con lo stesso rigore morale di &#8220;Science&#8221;.<br />
Basta saperle trovare e selezionare.</p>
<p>E tante volte queste voci di corridoio ci azzeccano, nonostante le smentite ufficiali.<br />
Ad inizio anno gli Electric Lady Studios avevano vociferato sull’uscita del nuovo album per i Beach House, subito però smentiti dalla casa discografica della band, la Sub Pop Records.<br />
Ora invece è ufficiale che il 15 maggio uscirà il loro nuovo album intitolato &#8220;Bloome&#8221;.<br />
E vale la pena di credere alle favole, se le principesse hanno la voce di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nkRRj_XGmL8&amp;feature=fvst" target="_blank">Victoria Legrand</a>.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>La canzone che mi piace ora</strong><br />
Hanne Hukkelberg &#8211; My Devils<br />
Hanne Hukkelberg torna con il nuovo album &#8220;Featherbrain&#8221; e il suo inconfondibile modo di cantare al limite della stonatura. Personalità pura.</p>
<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/le-bugie-mai-la-verita-non-sempre/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong>Il video che mi piace ora</strong><br />
Father John Misty &#8211; Hollywood Forever Cemetery<br />
Da tempo una carriera non iniziava con un verso tanto potente: &#8220;Ragazza di Gesù Cristo, cosa pensa la gente quando mi presento a uno dei parecchi funerali a cui sono stato per il nonno questa settimana?&#8221;</p>
<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/le-bugie-mai-la-verita-non-sempre/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong>La cover che mi piace ora</strong><br />
Anna Calvi &#8211; Naughty Girl<br />
Anna Calvi coverizza Beyoncè esattamente come ti aspetti che Anna Calvi possa coverizzare Beyoncè. Sembro sarcastico, in realtà sono solo pieno di stima per questa donna.</p>
<p><a href="http://www.andreaferratoprogetti.it/sounds/le-bugie-mai-la-verita-non-sempre/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong>Matteo Lion</strong><br />
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